La bellezza: esistono dei criteri?
Wikipedia definisce la bellezza come l'insieme delle qualità percepite tramite i cinque sensi, che suscitano sensazioni piacevoli che attribuiamo a concetti, oggetti, animali o persone nell'universo osservato, che si sente istantaneamente durante l'esperienza, che si sviluppa spontaneamente e tende a collegarsi ad un contenuto emozionale positivo, in seguito ad un rapido paragone effettuato consciamente od inconsciamente, con un canone di riferimento interiore che può essere innato oppure acquisito per istruzione o per consuetudine sociale. Ma esistono dei criteri per definire la bellezza? Molte persone, ragazzi e ragazze, si sentono spesso demoralizzate e schiacciate dal peso che comporta stabilirsi dei criteri di bellezza comuni a tutti, con la paura costante di non possedere quei determinati parametri. Io credo che la bellezza sia soggettiva, che non esistano dei criteri comuni, o che riescano comunque a definirla nella sue essenza, per quanto possiate aggiornare la pagina di Wikipedia. Se esistono dei criteri cambiano nel tempo, come una sorta di strategia di vendita manipolata dal business dei media: spesso la bellezza viene determinata infatti dalle "mode", che non sono altro che appunto criteri manipolati dalla televisione e dalla pubblicità, sfruttando così le debolezze della gente. Il modello di bellezza tutt'ora imposto è però un'idea di perfezione fisica che è materialmente impossibile da raggiungere, anche per le veline e le/i modelle/i (non solo noi ragazze abbiamo di questi problemi, eh!) utilizzati come oggetti: ciò porta a un ulteriore indebolimento dell'autostima delle persone che maggiormente sono colpite da questi aspetti della vita, come adolescenti e pre, ma anche giovani adulti e, purtroppo, spesso anche in piena età adulta. Il concetto di bellezza dovrebbe assumere una forma diversa nel tempo, ma la verità è che cambia con le generazioni, e quelle più vecchie possono esprimere un giudizio concreto poiché conoscono bene quella fase e ne hanno imparato, forse troppo tardi, l'effettiva stupidità e inutilità. Forse la televisione dovrebbe imparare a riconoscere questo sfruttamento di un concetto ancora non ben definito e fare qualcosa a riguardo, ma in fondo è quello che loro vogliono e, al contempo, ciò che dovremmo rendere loro impossibile: gestire i criteri della nostra vita a scopo di lucro e a scapito del nostro reale essere.